I fantastici viaggi di Gulliver - Recensione



Lemuel Gulliver è un semplice addetto alla posta di un grande quotidiano di New York con il sogno di diventare un grande scrittore di viaggi. L’occasione si presenta quando Darcy, redattrice della sezione viaggi, gli offre l’opportunità di scrivere un reportage sul triangolo delle Bermuda.
Gulliver parte alla volta delle Bermuda, ma durante la navigazione una terribile tempesta lo inghiottisce. Quando apre gli occhi si rende conto di essere immobilizzato, saldamente incollato al suolo da sottili legacci che gli attraversano il corpo dalle ascelle alle gambe. Neanche la testa è libera. I capelli, ciocca a ciocca sono anch’essi legati al terreno. È approdato a Lilliput un fantastico mondo in cui gli abitanti sono alti non più di quindici centimetri. In questo luogo di piccole creature, Gulliver ha l’opportunità di diventare in tutti i sensi 'una grande persona'! Dapprima temuto dagli abitanti di Lilliput, Gulliver comincia a conquistare i suoi piccoli carcerieri: prendendosi il merito delle maggiori invenzioni del suo mondo, e collocandosi al centro degli eventi storici più rilevanti, Gulliver diventa in breve tempo una personalità. Il suo potere diventa incontrastato quando da solo e a petto nudo sconfigge l’armata dei blefuscudiani, nemici storici dei lillipuziani ma l’essere un ‘Uomo Montagna’ non ti trasforma automaticamente in una grande persona e Gulliver dovrà rivedere la sua posizione. Una versione contemporanea della storia narrata da Jonathan Swift nel 1726, trasformata in una commedia per famiglie in 3D, con Jack Black (stella di Kung Fu Panda e School of Rock) nel ruolo del protagonista.

Che bella giornata - Recensione


Trama - Milano. Checco, security di una misera discoteca della Brianza, a causa del pericolo di attentati che richiede misure straordinarie per i luoghi a rischio, si ritrova a lavorare come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano. In poco tempo e grazie alle sue spiccate capacità intellettuali che provocano infiniti malintesi, Checco diventa la vera minaccia al patrimonio artistico italiano e presto ci si rende conto di non aver fatto un grande affare ad assumerlo. Ma… Checco incontra Farah, una studentessa d’architettura che si finge francese e se ne innamora. Farah in realtà è araba ed è a Milano per portare a termine la sua personalissima vendetta. La bella ragazza intuisce subito che Checco, ignorante come pochi, potrebbe essere un perfetto e inconsapevole alleato per i suoi piani. Tutto sembra andare bene ma Farah non ha fatto i conti con l'animo di Checco che cambierà per sempre le sorti della sua vita.

Dopo l'annunciato flop del solito cinepanettone e l'ennesima delusione by Aldo, Giovanni e Giacomo, tutte le nostre speranze di iniziare l'anno nuovo con qualche risata erano affidate al vecchio Checco.

A fare da filo conduttore per tutta la durata del film sono ancora i luoghi comuni, le differenze caricaturali tra la "gente del nord" e la "gente del sud", la normalità con cui raccomandazioni e altri "piccoli abusi" accomunino tutta l'Italia.

«Tu studi, vero?»
«Si»
«Non serve a un cazzo qui»

Tutto ciò porterà il meridionale Checco a essere l'ultimo baluardo in difesa di un simbolo del nord: la madunina. Tutti insieme, quindi, contro l'invasore arabo che mal digerisce le cozze crude.

I personaggi secondari sono ben caratterizzati con un proprio background che emerge durante la proiezione. Ottimo Papaleo, qui nei panni di padre di Checco e soldato impegnato in Medio Oriente; per la paga piuttosto che per la patria. Bene la scelta di defilarlo a cuoco dell'esercito per evitare critiche superflue.
Da 7,5 le interpretazioni di Tullio Solenghi  e l'ingiustamente meno famoso Ivano Marescotti, entrambi capaci di calarsi perfettamente nei rispettivi ruoli.
Scelta coraggiosa e azzeccata, infine, quella di Nabiha Akkari nel ruolo di Farah. Nabiha interpreta il suo personaggio con la stessa naturalezza di Checco, con la differenza che Zalone è sempre lo stesso da 6 anni e lei no.

"Che bella giornata" dimostra che il cinema italiano, almeno nei nostri confini, è vivo, vegeto e capace di produrre incassi da record. Se qualcun altro non ci riesce, forse dovrebbe fare autocritica e non attaccarsi a governi, mancanza di attori, grandine e nebbia.

Complimenti a Nunziante, Zalone e resto del cast!
Però, lasciatemi dire una cosa: Checco, la locandina del film fa proprio ca....

«Quel mio guardare così, senza una vera meta. Quando d'improvviso di fronte a me si accende una luce: era la spia della riserva»

Tron: Legacy - Recensione


Trama - TRON: LEGACY è un’avventura di azione in 3D ambientata in un mondo interamente digitale: qualcosa di mai visto sul grande schermo. Sam Flynn (Garret Hedlund), un ribelle di 27 anni, è alla ricerca del padre scomparso, Kevin Flynn (Jeff Bridges, premio Oscar®- e Golden Globe®-), un uomo un tempo noto come il più grande sviluppatore di videogame al mondo. Quando Sam trova uno strano segnale inviato dall’ormai chiusa Sala giochi di Flynn - poteva provenire solo da suo padre - si ritrova catapultato in un mondo dove Kevin è rimasto intrappolato per 20 anni. Con l’aiuto del guerriero senza paura, Quorra (Olivia Wilde), padre e figlio intraprendono un viaggio tra la vita e la morte attraverso un universo digitale visiviamente sbalorditivo - creato da Kevin stesso - che si è evoluto con veicoli, armi e paesaggi mai pensati prima e uno spietato furfante che non si ferma di fronte a nulla per impedire la loro fuga. Presentato in Disney Digital 3D™ e premiato dal Grammy Award per il duetto musicale dei Daft Punk, TRON: LEGACY è al cinema dal 29 dicembre 2010 in 3D.

Megamind - Recensione

Megamind è il più intelligente super-cattivo che il mondo abbia mai conosciuto... ma non ha molto successo. Negli anni ha provato a conquistare Metro City in ogni modo immaginabile, ma ogni tentativo è stato un fallimento colossale grazie al supereroe col mantello conosciuto come "Metro Man"... fino al giorno in cui Megamind finalmente sconfigge davvero l'eroe nel bel mezzo di uno dei suoi raffazzonati piani malefici. All'improvviso, quando arriva un nuovo cattivo e il caos imperversa, il destino di Metro City è in pericolo e tutti si pongono una domanda: Potrà essere la più grande "mente" del mondo quella che salverà la situazione?

La banda dei Babbi Natale - Recensione


È la notte della vigilia di Natale: cosa ci fanno Aldo Giovanni e Giacomo in questura? Tre amici, uniti dalla passione delle bocce, sono finiti nei guai: quali storie racconteranno per scagionarsi dalla terribile accusa di essere una banda di ladri? L'interrogatorio con una severa e materna ispettore di polizia (Angela Finocchiaro), diventa lo spunto per raccontare le loro vite complicate e il modo in cui vorrebbero cambiarle... o almeno renderle un po' più semplici: Aldo, scommettitore incallito, è temporaneamente disoccupato; Giovanni, veterinario poco affidabile, si consuma in una vita sentimentale multipla; Giacomo, di professione medico, vive da troppo tempo nel ricordo di una moglie scomparsa. Scocca la mezzanotte... saranno riusciti a dimostrare la loro innocenza o finiranno dietro le sbarre?